La Risposta dei Salafi agli attacchi terroristici di Parigi: “Stavano o no proibendo il male?”

Autore: Abu Khadeejah Abdul-Wahid

Fonte: http://www.abukhadeejah.com/the-salafi-response-to-the-terrorist-attacks-in-paris-france-were-they-forbidding-an-evil/

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Incomincio nel Nome di Allah, il Misericordioso, Colui che elargisce ogni misericordia.

– Il primo punto che deve essere messo in chiaro è che questi attacchi non possono essere considerati atti eroici che “riportano agli antichi splendori lo stendardo del Jihad,”  come reclamato dagli estremisti. Lo studioso salafi Shaykh Saalih al-Fawzaan ha affermato, riguardo al modo in cui gli estremisti considerano il Jihad:

“Quindi, ci sono estremisti che considerano il Jihad obbligatorio in qualsiasi situazione senza applicare alcuna condizione o principio [di discernimento]. Lo fanno anche nel caso in cui i Musulmani siano deboli e impotenti e anche nel caso in cui non abbiano un Governante che li soprintenda. Così, ogni individuo combatte il “nemico” e si lancia in battaglie e schermaglie senza legittimo dominio, e uccide non-Musulmani che non è permesso uccidere. Uccidono persone che hanno un patto con le nazioni musulmane e uccidono individui protetti da accordi e alleanze. Quindi, questo estremismo non è Jihad. Tuttavia, questi estremisti vanno oltre ancora, facendo saltare in aria case, edifici residenziali ed aree urbane [densamente] popolate. Uccidono Musulmani e non-Musulmani, giovani e anziani, maschi e femmine, senza pietà. Instillano terrore e paura in Musulmani e non-Musulmani che vivono sotto la protezione dei governi musulmani. E hanno l’audacia di chiamarlo Jihad! Piuttosto, questa è corruzione, non Jihad. Trascinano [altri] Musulmani in malvagità, distruzione e rovina. Il Jihad ha delle precondizioni e dei principi che lo governano e che sono chiarificati nei libri di Esegesi Coranica, Tradizione Profetica e Giurisprudenza Islamica.”  [Riassunto da un discorso di Shaykh Saalih al-Fawzaan, Riyadh, Arabia Saudita]

– Il secondo punto importante è che non esiste Musulmano credente che non trovi la derisione del Profeta del Dio Onnipotente un abominio e un atto blasfemo contro il Signore dei Mondi, il Quale ha mandato questi Profeti come portatori della buona novella del Paradiso e della misericordia [di Allah], e come ammonitori [che mettessero in guardia] contro il castigo dei Signore del Creato. I Musulmani non considerano accettabile che nessuno dei Profeti di Dio sia insultato, deriso, che ne sia fatta una caricatura o un disegno e che sia reso oggetto di ridicolo, si tratti di Abramo, Mosè, Gesù o Muhammad (su tutti loro siano la pace e le benedizioni di Allah). Ed ogni credente nel Dio Onnipotente (Allah) ed ogni credente dell’Aldilà trova questa derisione e questo scherno offensivi, gratuiti e un atto di diffamazione contro il meglio del genere umano. Non è giustizia, né educazione, né buon carattere, né un diritto “dato da Dio” [ad alcuno] che la reputazione e l’onore di un’altra persona siano infangati; specialmente quando si dà il caso che questa persona sia considerata un Profeta di Dio da più di un milione e mezzo di persone in tutto il mondo ed il miglior modello per l’umanità, {Veramente avete nel Messaggero di Allah un buon esempio da seguire}. [Corano, 33:21]

– Il terzo punto: Proibire il male ha innegabili principi [regolatori]. Tra i più grandi di tali principi è che il male non può essere eradicato usando mezzi che siano in opposizione alla Rivelazione che fu inviata al Profeta Muhammad (su di lui siano la pace e le benedizioni di Allah). Come affermato da Imam al-Bukhari come titolo di un capitolo del suo Sahîh: “Il sapere precede sia la parola che l’azione.” Senza conoscenza del Corano e della Tradizione Profetica, un individuo opprimerà se stesso e opprimerà altri, nuocerà a se stesso e nuocerà ad altri, e sorpasserà ogni limite in fatto di oppressione, proprio come coloro che dicono di stare facendo Jihad attraverso uccisioni e distruzione; mentre, in realtà, nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Ciò in cui sono impegnati non è Jihad, ma corruzione, sia del mondo che della religione!

Il Profeta (su di lui siano la pace e le benedizioni di Allah), disse: “Chiunque tra di voi veda un atto malvagio, lo corregga con la sua mano [fisicamente]. Se non è in grado di farlo, allora con la lingua [verbalmente]. E se non è in grado di farlo, allora con il suo cuore, e questa è la fede più debole.” [Riportato da Imam Muslim]

Lo studioso salafi del VII secolo, Ibn Taymiyah, disse: “Per quanto riguarda odiare il male con il cuore, è obbligatorio in ogni situazione, poiché non vi è alcun danno [che ne risulti e sia] associato [a questa azione]. E chiunque non lo fa, non è considerato un credente.” (Majmu’ al-Fataawa 28/127) Ibn Taymiyah prosegue parlando dell’esistenza di due gruppi devianti per quanto riguarda la proibizione del male. Il primo gruppo abbandona completamente il comando del bene e la proibizione del male, con la pretesa che ciascuno dovrebbe essere lasciato in pace e libero di fare come vuole. Il secondo gruppo deviante consiste in “coloro che vogliono comandare il bene e proibire il male con la lingua o con le mani in ogni situazione, senza alcuna comprensione, senza tolleranza né pazienza, senza lungimiranza né investigazione in termini di cosa sia benefico e di cosa non sia benefico, e senza il minimo interesse [a stabilire] ciò di cui siano capaci e di ciò di cui non siano capaci.” (vedi Majmu’ al-Fataawa 28/127)

Un altro studioso salafi del VII secolo, Ibn al-Qayyim al-Jawziyah, disse: “Proibire il male ha quattro livelli:

1) Che il male sia eradicato e sostituito dal suo opposto (il bene).

2) Che il male sia ridotto, anche se non completamente eradicato.

3) Che il male sia sostituito con qualcosa di simile ad esso.

4) Che il male sia sostituito con qualcosa di peggiore.

I primi due livelli sono considerati legalmente corretti nella religione. Il terzo livello è una materia di deduzione giuridica (cioè ijtihaad da parte degli studiosi). Quanto al quarto livello, perseguirlo è proibito.

Per questo, se vedete individui dediti al peccato raggrupparsi per parlare di futilità e bassezze, giochi e passatempi [di poco conto], intenti nell’ascolto di battiti di mani e fischi – se sapete di poterli dirigere ad atti di obbedienza ad Allah, allora dovete farlo – altrimenti, è meglio lasciarli fare quello che fanno piuttosto che far sì che siano diretti a qualcosa di ancora più malvagio. Simile ad esso è il caso di un uomo che passa il suo tempo con libri riprovevoli e cose del genere, e temete che il distoglierlo da questi libri svergognati faccia si che egli sia diretto a libri di innovazione, devianza e magia; allora è meglio lasciarlo ai libri svergognati che lo tenevano impegnato in primo luogo.” (Vedi I’laam al-Muwaqqi’een ‘an Rabbil-‘Alamîn, 3/8)

Ora, ponderate per un momento su ciò che queste grandi parole di Ibn al-Qayyim contengono e giudicate i massacri e le atrocità che hanno luogo per mano di questi estremisti “in nome dell’Islaam” e vedrete che il loro cosiddetto “proibire il male” porta a mali ancora peggiori, maggiori restrizioni, maggiore soggiogamento dei Musulmani, e un maggior numero di persone che vogliano farsi avanti per sfidare l’onore dei nobili Profeti di Dio. Quando guardiamo le origini di questi estremisti dei giorni nostri, spesso troviamo che siano stati coinvolti in crimine, promiscuità, consumo di droghe “leggere”, microcriminalità, prepotenza ed altri peccati maggiori prima ancora di essere [mal-]guidati verso l’estremismo. Come appare da queste parole di Ibn al-Qayyim, sarebbe stato meglio per loro continuare con quei peccati e quel livello di criminalità, piuttosto che iniziare a praticare questa devianza estremista. Ibn Taymiyah disse: “Molti di coloro che comandano il bene e proibiscono il male vanno oltre il limite, trasgredendo i limiti di Allah. Questo è dovuto ad ignoranza o ad oppressione da parte loro. Questo è un campo in cui è necessario che uno sia solidamente ferrato [nei principi dell’Islaam] – questo indipendentemente dal fatto che stia proibendo il male emanato da non-credenti, ipocriti, trasgressori o Musulmani dediti al peccato.” (Vedi Majmu’ al-Fataawa 14/482)

Questo reitera ulteriormente il fatto che chi è confuso dall’ignoranza, accecato dalla rabbia, ottuso nel modo di pensare e incapace di comprendere è l’ultima persona al mondo che dovrebbe farsi avanti per comandare il bene e proibire il male. Ora, i risultati malvagi delle loro azioni sono esposti di fronte al mondo e visibili a tutti – e in definitiva, le loro azioni danneggiano i Musulmani e danneggiano l’invito all’Islaam. Chiunque si sia lanciato in queste imprese, spinto dalle proprie emozioni e da idee corrotte sul modo in cui il male deve essere proibito, è responsabile di qualsiasi danno che affligga la gente, ed i Musulmani in particolare. Ibn Taymiyah disse: “E se, attraverso la proibizione del male, si verificasse un male peggiore, allora è vietato che lo proibiscano, anche se ciò risultasse nella perdita di un bene minore. In questa situazione, comandare il bene fa sì che un male più grande accada – e quindi, essenzialmente, sarebbe considerato come un atto che comanda il male e chiama a disobbedire ad Allah e al Suo Messaggero.” (Vedi Al-Amr bil-Ma’ruf wan’Nahi ‘anil-Munkar). E questa è la realtà dei risultati raggiunti dagli estremisti con le loro malefatte. Ibn al-Qayyim disse: “Il Profeta (su di lui siano la pace e le benedizioni di Allah) rese una legge per questa Nazione (Ummah) l’obbligo di proibire il male, così che, proibendolo, si raggiunga un bene che è amato da Allah e dal Suo Messaggero. Tuttavia, se il divieto del male facesse accadere un male peggiore, che è odiato da Allah e dal Suo Messaggero, allora non è permesso che [quel male] sia proibito, sebbene Allah odi quel male e odi chi lo perpetra.” (Vedi I’laam al-Muwaqqi’een ‘an Rabbil-‘Alamîn, 3/7)

– Il quarto punto: Chi è responsabile di proibire il male secondo l’Islaam? Lo studioso salafi Shaykh Saalih al-Fawzaan ha affermato che proibire il male fisicamente (con la mano), sia prevenendolo che punendolo, è prerogativa dei governanti (coloro che hanno autorità). Proibire il male verbalmente (con la lingua) è prerogativa degli studiosi musulmani che hanno conoscenza, saggezza, lungimiranza e comprensione. Quanto ad odiare il male nel proprio cuore, quello e per la gente comune che non ha né autorità (governativa) né conoscenza. (Vedi Fataawa al-‘A’immah fin-Nawaazil al-Mudlihimmah).

– Il quinto punto: I perpetratori di questi crimini:

1) Non hanno conoscenza, comprensione, lungimiranza o pazienza.

2) Non hanno alcuna autorità governativa.

3) Hanno esposto i Musulmani a un male maggiore, a maggiori restrizioni, ad un livello di controllo ingiustificato e ad atti di irragionevole vendetta verso persone innocenti.

4) Hanno incitato più giornalisti non-Musulmani e gente comune a deridere e ridicolizzare l’Islaam, il Profeta e i credenti.

5) Hanno innalzato un’altra barriera tra i non-Musulmani e [il desiderio di] apprendere la bellezza dell’Islaam e di entrare nella vera religione.

6) Hanno creato un’immagine che [raffigura] l’Islaam come religione della confusione, dell’anarchia e del disordine.

7) Hanno deviato [l’attenzione] della gente dal vero Messaggio dell’Islaam, che è: Chiamare all’adorazione di Allah, Dio Onnipotente, senza associare nulla a Lui in qualsiasi aspetto del culto. Questo fu il punto di partenza della chiamata di tutti i Messaggeri, da Noè a Mosè, Gesù e, in fine, Muhammad (su tutti loro siano la pace e le benedizioni di Allah).

– Il sesto punto: Fate attenzione e siate vigili. Riconoscere un estremista o qualcuno che si stia lasciando incantare da estremisti violenti:

Vi sono alcuni segni e segnali che sono apparenti in un estremista, riconoscibili da chi sa cosa cercare. Riconoscere questi segni è essenziale per il combattimento della radicalizzazione della gioventù musulmana in Occidente. Alcuni di questi segni [degli estremisti] sono:

  1. Cercano di far sì che i giovani siano costantemente concentrati sulla situazione politica dei regimi musulmani e del Medio Oriente, rendendo [questo argomento] il fulcro della discussione religiosa.
  2. Rimproverano apertamente i governanti musulmani, che considerano tiranni, e chiamano alla causa della ribellione nei Paesi musulmani con lo slogan “Il Giudizio è per Allah” – una frase che gli estremisti hanno fatto loro senza diritto e che usano erroneamente.
  3. Elogiano i rappresentanti delle ideologie estremiste, come Sayyid Qutb (che morì nel 1966). Qutb è riverito dai “jihadisti” di tutto il mondo, da Bin Laden e Aiman Az-Zawahiri a Anwar al-Awlaki e Abu Qatadah. Egli fu un prominente leader del gruppo egiziano “Fratellanza Musulmana (al-Ikhwaan al-Muslimun)”. I suoi scritti sono molto popolari e sono stati tradotti in una dozzina di lingue, incluso l’Inglese. Una volta, il terrorista Yemenita, nato negli Stati Uniti, Anwar al-Awlaki, si vantò di essere così immerso nelle opere di Sayyid Qutb da sentire la presenza di Qutb con lui nella cella in cui era prigioniero!
  4. Gli estremisti (Khaarigiti o, in Arabo, Khawaarij) e quanti siano sotto la loro influenza, sono contraddistinti dalla caratteristica di dichiarare qualsiasi Musulmano che contraddica la loro visione politica del mondo, un non-credente. Considerano governanti musulmani che commettono peccati o atti tirannici dei non-credenti. L’atto di dichiarare che un Musulmano sia un non-credente è detto “takfîr” nella terminologia islamica. Per questo motivo, gli estremisti sono spesso chiamati “Takfiriti (o Takfiri)”.
  5. Gli estremisti in Occidente, spesso glorificano atti di violenza commessi dai cosiddetti gruppi “jihadisti”; si tratti di attentati suicidi, decapitazioni di ostaggi, uccisioni di non-Musulmani, ecc. Non li si sente mai condannare l’estremismo violento né i suoi capi.

Il settimo punto: Ricordate la vostra responsabilità.

La posizione dei Salafi riguardo a chi incoraggia o pianifica atti terroristici come attentati suicidi, sequestri o uccisioni è che i Musulmani debbano informarne le autorità competenti. Indipendentemente dal fatto che questi atti siano perpetrati in nazioni musulmane o no. Le comunità musulmane devono essere in prima fila nell’eradicazione di questi atti anti-islamici, commessi falsamente in nome dell’Islaam.

Il Profeta (su di lui siano la pace e le benedizioni di Allah) disse: “Non c’è popolo al cui interno siano commessi peccati, e che sia più forte [nel suo complesso] di coloro che li commettono eppure non li prevenga, senza che Allah mandi la sua punizione su tutti loro.”

Il Profeta (su di lui siano la pace e le benedizioni di Allah) descrisse questi estremisti (Khaarigiti), spiegando che non hanno alcuna conoscenza dell’Islaam. Disse: “Reciteranno il Corano, ma esso non andrà oltre le loro gole. Usciranno dalla religione proprio come una freccia passa veloce attraverso il suo bersaglio.” I genitori hanno anche l’enorme responsabilità di educare i propri figli secondo il vero e corretto modo di comprendere l’Islaam e la vera Salafiyah, così da evitare che siano abbindolati da questi impostori.

Quindi, estirpiamo gli estremisti e le loro ideologie.

Altri punti di beneficio e consigli da parte del nobile studioso Shaykh Ubaid al-Jaabiri:

La mattina di venerdì 9 Gennaio 2015 (1 Rabi’ al-Awwal 1436 H) fu posta una domanda allo Shaykh Ubaid Ibn ‘Abdillah Al-Jaabiri (che Allah lo protegga), riguardo agli attacchi di Parigi.

(Riassunto della traduzione:)

Lo Shaykh fu informato che mercoledì (il 7 Gennaio) alcuni individui avessero perpetrato un atto terroristico con la pretesa di stare difendendo l’onore del Profeta (su di lui siano la pace e le benedizioni di Allah) – e che avessero ucciso dodici persone – tra cui giornalisti e poliziotti. Come conseguenza, la notte scorsa, varie moschee furono attaccate ed incendiate. Quindi, fu chiesto allo Shaykh:

Qual è la posizione dei Salafi riguardo a questi attacchi terroristici? E cosa consiglia, in generale, ai Musulmani in Francia e, in particolare, a chi chiami alla Salafiyah?

Lo Shaykh cominciò la sua risposta lodando Allah ed invocando la pace e le benedizioni di Allah sul Profeta. Dopo di che disse: Innanzitutto, queste azioni non appartengono alle azioni della gente della Sunnah. Al contrario, fanno parte delle azioni dei devianti dei Kharigiti (dissidenti rivoltosi) e di coloro che “navigano sulla stessa nave”, sebbene dicano di far parte dell’Islaam.  In secondo luogo, dovete informare i vostri vicini, il popolo della Francia, il resto dell’Europa e gli Stati Uniti che non esiste uno studioso [dell’Islaam], che sia un seguace della Sunnah, che approvi questi atti o li incoraggi. Anzi, la Gente della Sunnah e i suoi sapienti, ed i suoi ricercatori di sapere Islamico, e la sua gente comune proibiscono e condannano questi atti di disordine e anarchia. Chiunque compia questi atti è un Kharigita (dissidente rivoltoso) o un ignorante che non conosce la Sunnah e non sa come la Gente della Sunnah si comporta con i propri vicini (e connazionali) non-Musulmani. La Gente della Sunnah tratta bene i suoi vicini, rispetta gli accordi presi con loro e non approva né concorda con questi atti di anarchia, disordine e crudeltà. In conclusione, consiglio ai miei figli Musulmani, sia quelli tra di loro che predicano dai pulpiti, sia quelli tra di loro che insegnano e coloro che invitano (alla religione) di liberarsi e disassociarsi da questi atti barbarici, e di dichiararlo apertamente; e che lo facciano sapere alle autorità incaricate della sicurezza (dello stato) e a chiunque possano farlo sapere. E raccomando a tutti che temano Allah e Lo servano nella maniera che Lo compiace.

Lo Shaykh concluse lodando Allah ed invocando la pace e le benedizioni di Allah sul Messaggero Muhammad, sui suoi Compagni e sui suoi veri seguaci.

(Tratto da una registrazione (in mio possesso) con Abou Asma Hassan dei Musulmani Francesi)

Traduzione a cura di www.alghurabaa.net

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