Riunirsi dopo un funerale per ricevere le condoglianze e dar da mangiare

Di Shaikh Muhammad Ibn Sālih Al-‘Uthaymīn e Shaikh Al-Albāni

Redatto da Abu Khadijah Abdul-Wahid

Domanda: La gente ha incominciato a prendersi delle libertà nell’ambito delle condoglianze. Quando una persona muore, la gente si riunisce e prepara da mangiare ed esegue dei sacrifici. E quando gli diciamo qualcosa, rispondono: “Le persone ci stanno facendo visita, non dobbiamo sfamarli?” E quando li mettiamo in guardia dal ricevere le condoglianze, rimanendo seduti, rispondono: “Dove dobbiamo ospitare le persone?”

Il grande sapiente, il giurista, Ibn Uthaymīn (che Allah lo ricopra immensamente della Sua misericordia) rispose:

“Le condoglianze non sono un augurio, come nel caso di una persona che riceve i suoi sostenitori. Lo scopo dietro alle condoglianze è che, quando vediamo una persona afflitta da una calamità, gli parliamo per ridurre la sua afflizione o per consolarla. Questo è lo scopo delle condoglianze. E diciamo come il Profeta صلى الله عليه وسلم disse a una delle sue figlie: “Abbi pazienza perché in verità ad Allah appartiene ciò che Egli prende e a Lui appartiene ciò che dà, ed ogni cosa con Lui ha un tempo determinato”. (Sahīh Muslim 923). Non c’è bisogno di riunirsi in una casa, perché riunirsi in una casa si oppone a ciò che i Pii Predecessori (le prime generazioni) facevano; essi avrebbero detto: “Noi [i Compagni] consideravamo il riunirsi per visitare la casa del defunto e la preparazione del cibo dopo la sepoltura, entrambi come gemere su di loro.” (Ahmad, 6905 e Ibn Mājah 1/490). E il gemito è tra i peccati maggiori, e il Profeta صلى الله عليه وسلم invocò la maledizione di Allah sulla donna che geme e sulle donne che la ascoltano. (Abu Dawūd, 3128). Tuttavia, quando veniamo a sapere che una persona è stata colpita dalla morte di un parente o di un amico, ecc., allora dovremmo affrettarci a raggiungerli e dire: “Sii paziente e aspetta la ricompensa di Allah”. Quanto al riunire delle persone, per la morte di un parente, ed alcuni accendono anche le candele, preparare le sedie e inoltre arrivano coloro che recitano e così via, questo non è permesso. I musulmani non facevano questo fino a poco tempo fa – anzi, quando una persona moriva e la gente aveva terminato la sepoltura (o janāzah), e vedevano uno di quelli che era stato afflitto dal lutto, lo consolavano (o la consolavano), per poi ritornare alle loro famiglie. Anche se avessero incontrato una persona per esempio al mercato o nella moschea, avrebbero fatto le condoglianze. Ma per quanto riguarda le riunioni a tale scopo, si tratta senza dubbio di un’innovazione (una bid’ah), e questo è proibito. Specialmente quando è accompagnato dai lamenti e dai gemiti – in cui le donne si riuniscono e dicono: “Per Allah, era così e così, era il padre di questi bambini! Era il capo di questa famiglia. A chi appartiene questa famiglia, e a chi appartiene questa casa, adesso?” E così via! Questo lamento è proibito. Spetta ai ricercatori di conoscenza rendere le persone consapevoli prima di superare i limiti.” (Fonte: Fatāwā fī Ahkām Al-Janā’iz, pagina 278-279)

L’imam di Ahadith e della Sunnah, Shaikh Al-Albānī (che Allah lo ricopra immensamente della Sua misericordia) ha dichiarato: È necessario evitare due situazioni:

1) Riunirsi per ricevere le condoglianze in un luogo specifico come: una casa, il cimitero o un masjid.

2) La preparazione del cibo da parte dei membri della famiglia per coloro che vengono a fare le condoglianze.

Ciò è dovuto al hadith di Jarīr Ibn Abdillāh Al-Bajali (radiyallāhu ‘anhu) che disse: “”Noi [i Compagni] consideravamo il riunirsi per visitare la casa del defunto e la preparazione del cibo dopo la sepoltura, entrambi come gemere su di loro.” (Ahmad, 6905 e Ibn Mājah 1/490 – la sua catena di narrazione è autentica in base alle condizioni di Bukhāri e Muslim, autenticata da An-Nawawi 5/320) Ahmad Al-Wāsitī in Tārīkh Wāsit (p. 108) come il detto di ‘Umar Ibn Al-Khattāb (radiyallāhu ‘anhu).

An-Nawawi disse: Imām Ash-Shāfi’ī e i suoi studenti ritenevano che queste riunioni fossero detestate (proibite), cioé: il raduno della famiglia del defunto in una casa e il rimanere seduti per ricevere le condoglianze e ricevere la gente che viene da loro per quello scopo. Piuttosto, dovrebbero continuare con le loro vite in modo normale e ogni volta che li incontrano, li possono consolare. Non c’è differenza tra uomini e donne nella proibizione del riunirsi per questo. (Al-Majmū 5/306)

Imām Ash-Shāfi’ī (m. 204H) disse in Al-Umm (1/248): “Io ritengo che il Mātam (riunirsi per il lutto e i gemiti) sia detestato (ovvero sia proibito), anche se non si piange, poiché è un risveglio del dolore, ed è un peso sulle provviggioni, oltre che in conflitto con quanto è stato affermato nella narrazione.” È come se si riferisse all’hadith di Jarīr Ibn Abdillāh.

Allo stesso modo, Ibn Al-Humām dichiarò la pratica di ospitare le persone, dopo la sepoltura, nella casa del defunto e la preparazione del cibo, qualcosa di detestato e disse: “È una brutta innovazione” (Vedi Sharhul-Hidāyah 2/565)

Tra le innovazioni deplorevoli vi è quella di rimuovere gli arredi dalla casa della famiglia del defunto per fare spazio alla gente, allo scopo di riunirsi per il lutto e ricevere le condoglianze, e rimanere in quello stato per sette (o tre) giorni – per poi riportare gli arredi. (Vedi anche Al-Madkhal 3/279-280) (Vedi Ahkām al-Janā’iz di Al-Albānī, pag. 210, 211, 320)
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Il termine mātam è comunemente usato da un gran numero di persone del credo sufi, i quali considerano questa riunione come una parte della loro tradizione anche se non ci sono prove per questo e anche se contraddice le narrazioni.

Fonte
Traduzione a cura di alghurabaa.net

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