La perfezione nelle punizioni

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I sapienti fanno un paragone tra le diverse religioni in ciò che riguarda l’argomento della punizione e del castigo di una persona che ha commesso un torto nei confronti di un’altra. 

Per la legge ebraica, la punizione è obbligatoria e necessaria. Le vittime del torto non hanno diritto di perdonare. La legge cristiana, d’altro canto, incita al perdono senza condizioni. Quanto alla legge musulmana, lascia le due soluzioni possibili.

Il vantaggio di questa posizione mediana è che permette alle vittime, se vogliono, di fare un bell’atto e una buona azione per cui saranno ricompensate presso Allâh.

Ma chi si sente incapace di perdonare [il torto subito] non sarà incolpato perché è stato colpito da un’ingiustizia.

Così sono offerte due possibilità e gli uomini hanno la scelta di essere nobili oppure essere giusti.

Riguardo a ciò, osserviamo come la legge ebraica impedisca agli uomini di perdonare e di mostrarsi caritatevoli gli uni verso gli altri. La legge cristiana, d’altra parte, toglie alle vittime l’opportunità di far prova di buoni e nobili sentimenti visto che il perdono è obbligatorio. Inoltre essa tralascia il fatto che la punizione può essere benefica per la società.

Dal libro Makarim al-Akhlaq (Le più nobili virtù) di shaykh Muhammad Ibn ‘Uthaymin
Traduzione a cura di www.alghurabaa.net

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