La morte di un Sapiente è una calamità

La morte di un Sapiente è una calamità che non può essere sostituita ed è un vuoto che non può essere colmato. E’ una stella che è stata nascosta. La morte di un’intera tribù è più facile della morte di un Sapiente.

Questo tipo di discorso è stato riportato e attribuito al Profeta صلى الله عليه وسلم con una catena di narrazione molto debole. E l’Imam, il Sapiente Ibn ul-Qayyim رحمه الله تعالى ha detto, nella sua spiegazione, che la rettitudine rimane con la presenza dei Sapienti e se non fosse per loro, lo stato di cose delle persone sarebbe come [quello del] le bestie, anzi, sarebbe peggio!. La morte di un Sapiente è una calamità che non può essere sostituita, se non con [un altro Sapiente] dopo di lui che lo sostituisce. Inoltre, i Sapienti sono coloro che governano i servi, le terre e i regni, quindi la loro morte [indica] corruzione che riempie il mondo. E’ per questo che Allah li pone in questa duniya (vita terrena) in successione. Egli preserva, attraverso di loro, il Suo din, il Suo Libro e i Suoi servi. Invero, colui che è morto, tra i Sapienti degli Ahlus-Sunnah e tra coloro che invitano alla metodologia profetica, si è lasciato alle spalle delle azioni virtuose [e la ricompensa] continuerà a raggiungerlo nella sua tomba, dopo la sua morte. In passato, si diceva dei nostri Sapienti degli Ahlus-Sunnah, che un libro scritto da un Sapiente fosse il suo bambino eterno (cioè ricompense continue per lui).

Shaikh Raslan حفظه الله
Fonte
Traduzione a cura di alghurabaa.net