La storia del giovane Ibn Taymiyyah

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Ibn Abdul-Hadi, studente di Shaikhul-Islam Ibn Taymiyyah ha scritto:

‹‹ Successe che uno Shaikh di Aleppo arrivò a Damasco, dicendo: “Ho sentito dire che in questa città c’è un ragazzino di nome Ahmad, figlio di Taymiyyah e che [egli] è estremamente veloce a memorizzare. Sono venuto con la speranza di vederlo [incontrarlo]”.

Quindi un sarto disse: “Questa è la strada dove passa per andare a scuola, [il ragazzino] non è ancora arrivato, si segga con noi. Potrebbe passare in qualsiasi momento [ora] mentre va a scuola”. 

Così lo Shaikh di Aleppo si sedette per un pò. Due giovani ragazzi passarono e il sarto disse allo Shaikh, “Il giovane ragazzo che porta con se quella grande tavoletta – Lui è Ahmad ibn Taymiyyah”.

Così lo Shaikh lo chiamò ed egli (Ibn Taymiyyah) gli si avvicinò. Poi lo Shaikh prese la tavoletta e guardò ciò che era scritto [su di essa]. Poi disse: “O figlio mio! Puliscila in modo che [io] ti possa dettare qualcosa da scrivere”.

Così Ibn Taymiyyah lo fece. Poi lo Shaikh gli  dettò undici o tredici detti del Profeta (sallAllahu alayhi wa sallam). E lo Shaikh disse: “Leggi questo”.

Così Ibn Taymiyyah guardò una volta sola ciò che aveva scritto e ridiede la tavoletta allo Shaikh, il quale disse: “Leggimelo.”

Così gli lesse nel miglior modo possibile. Poi lo Shaikh disse: “O figlio mio! Puliscila”.

Così pulì [la tavoletta] e lo Shaikh gli dettò una serie di catene di narrazioni che aveva scelto e disse: “Leggi questo”.

Ibn Taymiyyah guardò e fece come aveva fatto la prima volta. Così lo Shaikh si alzò, dicendo: “Se questo giovane ragazzo vivrà a lungo raggiungerà un rango e un livello alti. Dato che una cosa del genere non è stata mai vista prima”

Ibn Nasirud-Din ha narrato quanto detto da Abul-Muzaffar As-Sarmari, “E lo Shaikh dell’Islam Abul-Abbas Ahmad bin Abdul-Halim bin Taymiyyah fa parte dei casi incredibili di memorizzazione dei nostri tempi, dato che si sarebbe trovato di fronte ad un libro, lo avrebbe letto una volta sola e lo avrebbe inscritto nella sua mente. Poi [egli] sarebbe stato in grado di discutere [il libro], narrando le opere scritte [in esso, nel libro] con l’espressione precisa e il significato preciso.

E tra le cose più incredibili che ho sentito dire su di lui è ciò che alcuni suoi compagni mi hanno detto. Hanno detto che all’inizio della sua storia, quando era un giovane ragazzo suo padre voleva portare i suoi figli a fare una gita in un giardino. Così disse a Ibn Taymiyyah, “O Ahmad! Esci con i tuoi fratelli e rilassati”.

Così chiese scusa a suo padre [rifiutando l’invito] il quale però persisteva. Ma il giovane Ibn Taymiyyah rifiutò in modo deciso, dicendo: “Vorrei che tu mi scusassi per non voler uscire”.

Così suo padre lo lasciò stare e uscì con il resto dei suoi figli. Trascorsero la loro giornata in giardino e ritornarono alla fine di essa [della giornata], poi il padre gli disse: “O Ahmad! Oggi  hai evitato i tuoi fratelli! E la tua assenza li ha infastiditi. E che cos’ è questo? ”

Così rispose, “O padre! Oggi ho imparato a memoria questo libro”, alludendo ad un libro che aveva con sè. Così il padre rispose: “L’hai memorizzato?” Come se lo negasse, sconvolto e stupito da quello che suo figlio aveva appena detto. Così gli disse: “Leggimelo”.

E così fece.

Infatti aveva imparato a memoria l’intero libro. Poi suo padre lo trattenne e lo baciò tra gli occhi e disse: “O figlio mio! Non dire a nessuno quello che hai fatto “, col timore che  potesse essere colpito dal malocchio ›› .

Tratto da Al-‘Uqud Al-Durriyah min Manaqib Shaikhil-Islam Ibn Taymiyyah, pag. 7 di Ibn Abdul-Hadi

Traduzione a cura di alghurabaa.net

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