Il niqab è un’innovazione saudita?

Parte di esso, è rendere superficiale la preservazione della comunità religiosa. Rendendolo (il niqab) tradizioni, abitudini e stereotipi che hanno perso il tempo e il luogo. E quella solidità sociale che troviamo nella glorificazione dei rituali di Allah, nella preservazione della Shari’ah, nel prendersi cura dei fondamenti, nella protezione delle virtù, rappresenta per loro delle catene nelle quali la società si dimena. [Catene] che sono state messe ai colli della sua gente e nelle loro mani attraverso un cumulo temporale e spaziale, dal cui utero è nata quella solidità. Ed oggi il fatto che la donna copra il suo volto per alcune persone è una deviazione dalla norma umana, un abito estraneo all’islam, imposto da un’epoca in cui le prove testuali sono state contorte per opprimere la donna. E così [il niqab] si è ritrovato solo presso i sauditi.

Queste persone non hanno sentito [parlare] di un uomo chiamato Abu Hamid Al-Ghazali, morto nel 550, iracheno, che disse, “nel tempo gli uomini hanno sempre avuto i volti scoperti, mentre le donne uscivano col niqab”. E [non hanno sentito] che un uomo dell’Andalusia, dal Paese da cui è sorto il sole della civiltà sull’Europa, che è Abu Hayah Al-Andalusi, morto nel 745, che disse che l’unica cosa che si vedeva delle donne in Andalusia era un occhio solo. E [non hanno sentito] di un terzo yemenita che è Muhammad Bin Ali Al-Mauzai, morto nel 825, che disse, “La pratica della gente è sempre stata questa in passato e recentemente in tutti i paesi e luoghi: tollerano che la vecchia scopra il suo volto e non lo permettono alla giovane e lo considerano una aura e un male”. E [non hanno sentito] che dopo di loro un quarto, dall’Egitto, Ibn Hajar Al-Asqalani, morto nel 852, che disse, “E’ sempre stata l’abitudine delle donne nel passato, come oggi, di coprire i loro volti dagli estranei”.

E non sono qui per parlare dello status della copertura del volto della donna e di ciò che è stato detto al riguardo tra consenso e divergenza – e le fatawa dell’istituzione scientifica e sciaraitica più alta come sue eminenza il mufti e il comitato permanente dicono, che è obbligatorio coprirlo e che è haram scoprirlo – ma il mio obiettivo qui è far vedere come sia orribile l’appiattire la conservazione della società e la sua religiosità innata, e il fatto che [il niqab] venga rappresentato come una deviazione disgustosa che impedisce di annusare il profumo della bella vita.

Shaikh Salih al-‘Usaymi حفظه الله
Fonte
Traduzione a cura di alghurabaa.net per قطوف العصيمي