Le Condizioni per Viaggiare

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Shaykh al-Albani (rahimahullah) chiarisce le condizioni che rendono una persona “viaggiatore” e cita una serie di esempi splendidi e molto importanti per sapere come determinare quando si dovrebbe accorciare la preghiera:

“La questione (di essere considerato un viaggiatore), secondo me, non dipende dall’attraversamento di una distanza fissa, ma da due cose, il fondamento delle quali è l’intenzione, e l’altro è lasciare la città/paese. Quindi, se c’è l’intenzione di viaggiare, ed egli lascia la città/paese, allora può applicare le sentenze riguardo il viaggio, dopodiché non ha bisogno di controllare la distanza che ha attraversato, che sia lunga o corta. Se poi, il principio fondamentale non è presente, cioè l’intenzione, allora questa (persona) che ha lasciato (la città/paese) non è un viaggiatore, anche se ha attraversato una distanza più o meno lunga, perché viaggiare è una delle regole che riguardano questo hadith, che alcuni studiosi dell’Islam hanno dichiarato sia un terzo dell’Islam: ‘Le azioni valgono solo secondo le (loro) intenzioni e ogni persona avrà solo ciò che intendeva.’ E la verità è che questo è un tema molto delicato sul quale gli studiosi hanno avuto differenze di opinioni e non sono stati d’accordo su qualcosa di completamente chiaro, così da poter dire: ‘Questa è la verità, è ovvio … ‘ Non si può dire questo, ma tutto quello che si può dire è: ‘Ho scelto così e così.’

Così ho scelto – quello che ho capito dal trattato di Ibn Taymiyyah (rahimahullah) per quanto riguarda questa materia. Egli ha un trattato speciale sulle sentenze riguardo il viaggio. Anzi, ha dato un esempio meraviglioso, grazie al quale il ricercatore e studioso di conoscenza capisce che viaggiare non ha nulla a che fare con l’attraversamento di una distanza lunga rispetto ad una breve. Per quanto riguarda [come detto] il fatto che non abbia nulla a che fare con l’attraversamento di un tratto breve, credo che questo non sia uno spazio di dibattito, perché è stabilito dal Messaggero di Allah (‘alayhi ssalat wa ssalam) che egli [sallAllahu ‘alayhi wa sallam] lasciava al-Madinah dirigendosi verso al-Baqi’ (cimitero), poi egli [sallAllahu ‘alayhi wa sallam] salutava (i morti) con il salam, e poi ritornava. Egli [sallAllahu ‘alayhi wa sallam] andava a visitare i martiri a Uhud, egli [sallAllahu’ alayhi wa sallam] li salutava con il salam, e poi ritornava. Egli [sallAllahu ‘alayhi wa sallam] non si considerava un viaggiatore, anche se [sallAllahu’ alayhi wa sallam] aveva lasciato la città. E al contrario (inoltre) – se avesse attraversato una lunga distanza, ciò non lo avrebbe reso viaggiatore, solo per il fatto di attraversare tale distanza.

L’esempio che (Ibn Taymiyyah) ha dato è il seguente. Era di Damasco come me, e ci sono note località intorno a Damasco, così ha dato l’esempio di una città conosciuta fino ad ora come Duma. Ha detto che, se un uomo in cerca di animali da cacciare (per cibo) lascia Damasco per andare a Duma che è a 15 chilometri (di distanza) – non c’è dubbio che (attraversare) questa distanza sia (considerata) come un viaggio secondo la nostra abitudine e se la condizione fondamentale esiste, cioè l’intenzione di viaggiare. Ibn Taymiyyah ha detto che quest’uomo non è considerato viaggiatore, perché è partito per cacciare e poi ritornare. Ma quello che è successo è che lui non ha trovato quello che stava cercando, così ha continuato il viaggio, e ha continuato e continuato fino ad arrivare dove? – Aleppo, e ci sono circa 400 chilometri tra Aleppo e Damasco oggi, in auto. (Ibn Taymiyyah) ha detto che questi (l’uomo) non era un viaggiatore – anche se aveva attraversato (molte) distanze da viaggiatore, non solo una distanza – perché questa persona non aveva la prima condizione: l’intenzione di viaggiare. Quindi, ad esempio, possiamo dire che un automobilista esce la mattina presto da ‘Amman per raggiungere Ma’an e poi andare ad al-‘Aqabah [tutte le città in Giordania], ritornando la sera, costui non è un viaggiatore dato che è stato in viaggio costante a causa del suo lavoro, avendo solo l’intenzione di portare avanti questo lavoro per guadagnarsi da vivere.

Pertanto, per quanto riguarda il tema del viaggio, dobbiamo prendere in considerazione la condizione fondamentale, che è l’intenzione. E prendendo in considerazione questa intenzione, la sentenza si differenzia tra due persone che attraversano una sola e stessa distanza, ma uno di essi è un viaggiatore e l’altro non è considerato tale (viaggiatore) a causa della differenza nelle loro intenzioni. E in questo modo, si applicano anche le regole relative alla residenza: vale a dire, residenza che è prevista per un determinato periodo di tempo. (Ad esempio), due uomini hanno lasciato una città, entrambi come viaggiatori, sono arrivati in un’altra città. La permanenza di uno di essi è quella di un viaggiatore (ma) l’altro è residente. Perché? Perché (questo secondo uomo) ha un’altra moglie lì, così egli va da una moglie a (l’altra) moglie. Ha una moglie lì per lui, gli dà una casa e organizza il suo soggiorno, quindi egli sceglie una regola diversa da quella del suo compagno, perché la situazione differisce in vari modi.

Pertanto, concludendo, apprendiamo una cosa molto importante, che è giusto che le sentenze riguardo il viaggiare differiscano da persona a persona. Quindi, non assegnamo ad una persona la sentenza di un’altra(persona), e vice versa.”

Fonte: Silsilat ul-huda wa nnur – Nastro n. 247

Traduzione a cura di alghurabaa.net

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