Sull’impedire a chi prega in moschea di indossare i calzini

La domanda:

L’Imam (il leader della preghiera) della nostra moschea ha imposto alla gente che prega in moschea di non indossare i calzini. Ad ogni modo, alcuni fratelli rifiutano di levare i loro calzini allo scopo di mantenere il periodo durante il quale è permesso strofinare le mani bagnate su di essi [per il wudhu]. Quindi, è permesso impedire di levare i calzini in moschea? Che Allah vi ricompensi. 

La risposta:

Ogni lode spetta ad Allah, il Signore dei mondi. Che la pace e le benedizioni siano su colui che Allah ha mandato come misericordia per i mondi, sulla sua Famiglia, i suoi Compagni e i suoi Fratelli fino al Giorno della Resurrezione.

Nessuno dovrebbe impedire alle persone di eseguire la preghiera indossando calzini puri e puliti che non implicano alcun male, oppure allontanarli dalle moschee a causa dei calzini, dato che è concordato in modo unanime che è permesso eseguire la preghiera con essi (indossando i calzini), che sia con l’intenzione o meno di strofinare [le mani bagnate] su di essi [per il wudhu]. E che avvenga all’interno oppure all’esterno della moschea, dato che il Profeta صلى الله عليه وآله وسلم “Strofinava [le mani bagnate] sui calzini e sui sandali” (1) ed è autenticamente riportato che egli eseguisse la preghiera scalzo e/o indossando i suoi sandali (2), ed entrambe le cose sono Sunnah. Per questa ragione, non ci si può cercare di avvicinare ad Allah عزَّ وجلّ levando i calzini oppure le calze o i turbanti, sostenendo che la ricompensa e la benedizione divina aumentino eseguendo la preghiera scalzi, perché ogni innovazione [nella religione] è sviamento; il Profeta صلى الله عليه وآله وسلم disse: “Se qualcuno innova con qualcosa che non riguarda i principi della nostra religione, quella cosa [stessa] sarà rigettata” (3).

La conoscenza perfetta appartiene ad Allah عزّ وجلّ. La nostra ultima preghiera e le lodi sono per Allah, il Signore dei mondi. Che la pace e le benedizioni siano sul nostro Profeta, la sua Famiglia, i suoi Compagni e Fratelli fino al Giorno della Resurrezione.

Shaikh Muhammad ‘Ali Ferkous

Algeri, 19 Dhu Al-Hijja, 1427 H.
Corrispondente al: 8 Gennaio,, 2007 G.

(1) Riportato da Abû Dâwûd (159), da At-Tirmidhî (99) e da Ibn Mâjah (599), dal hadith di Al-Mughîra Ibn Shu‘ba رضي الله عنه. Questo hadith è giudicato autentico da Al-Albânî in “Sahîh Abî Dâwûd” (147) ed in “Al-Irwâ’ ” (1/137) (101).
(2) Riportato da Abû Dâwûd (653), da Ibn Mâjah (1038), dal hadith di ‘Abd Allâh Ibn ‘Amr رضي الله عنهما. E’ anche riportato da An-Naşâ’î (1361), dal hadith di ‘Â’isha رضي الله عنها. Questo hadith è giudicato autentico da Ahmad Shâkir nella sua recensione di “Musnad Ahmad” (10/158) e da Al-Abânî in “Sahîh Abî Dâwûd” (660).
(3) Riportato da Al-Bukhârî (2697) e da Muslim (1718), dal hadith di ‘Â’isha رضي الله عنها.

Traduzione a cura di alghurabaa.net
Pubblicazione autorizzata dall’amministrazione di www.ferkous.com

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