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Le regole e le virtù del giorno di ‘Arafah

Il giorno di ‘Arafah è il nono dei dieci giorni benedetti di Dhil-Hijjah. E’ il giorno in cui i pellegrini (hujjaj) sostano ad ‘Arafah, eseguendo il pilastro più importante. Come detto dal Profeta صلى الله عليه وسلم, “Hajj è ‘Arafah”, significa che il pilastro più importante del Hajj è la sosta ad ‘Arafah, per le virtù, la grandezza e lo status con Allah سبحانه وتعالى. E’ un giorno benedetto. Il Profeta صلى الله عليه وسلم disse, “Il du’a migliore è il du’a nel giorno di ‘Arafah”, “E [il du’a] migliore che abbiamo detto io e i Profeti precedenti è ‘non c’è divinità davvero degna di culto eccetto Allah, senza associati. A Lui appartengono il dominio e tutte le lodi ed Egli è in grado di fare qualsiasi cosa.’ ”
[لا إله إلا الله وحده لا شريك له، له الملك وله الحمد وهو على كل شيء قدير]

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Ti pentirai del tempo che hai perso

Il ricercatore di conoscenza dovrebbe proteggere e preservare il suo tempo perché, in futuro, ci rifletterà su e rimpiangerà il tempo che ha perso.

E tra le storie toccanti riguardo a questo, vi è quella del ‘Allamah Ibn Mani’ che vide [il giovane studente] Shaikh ‘Abdullah Ibn Hamad ar-Rajihi che leggeva un giornale. Così gli disse, come mi è stato riferito: (altro…)

Il modo migliore per il credente di trascorrere il suo tempo

Nobili fratelli, dopo l’esecuzione degli atti obbligatori, il modo migliore per il credente di trascorrere il suo tempo è attraverso la ricerca della conoscenza (taleb el-‘ilm). Invero, la ricerca della conoscenza è tra i modi migliori per avvicinarsi ad Allah عز وجل. Quindi, per il servo [di Allah], l’incremento della conoscenza è meglio dell’incremento degli atti di adorazione (‘ibadat), quando sono in conflitto tra di loro. E’ stabilito, secondo il Profeta صلى الله عليه وسلم che ha detto:

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Un consiglio ai ricercatori di conoscenza durante il coronavirus

Shaikh Sulayman ar-Ruhayli حفظه الله:

“Il mio consiglio ai ricercatori di conoscenza in ogni luogo, è di rimanere saldi a una linea singola, dietro ai [loro] leaders musulmani, rispetto alle misure precauzionali [che hanno introdotto] per far fronte alla pandemia del coronavirus.

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Quando un musulmano muore a causa del coronavirus

Chiedo ad Allah di avere misericordia dei defunti [tra i] musulmani.

Quando un musulmano muore a causa del coronavirus, e non è possibile lavarlo o fargli il tayammum, allora [in questa situazione] questo requisito viene trascurato e [il defunto] deve essere avvolto e si esegue su di lui salah al-janazah (preghiera funebre) così com’è (nello stato in cui si trova).

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