Chiedere in sposa una donna non praticante piuttosto che una sorella che pratica la religione

La domanda:

Molti fratelli [musulmani] praticanti, nel momento in cui devono sposarsi, decidono di chiedere in sposa donne che non sono praticanti, con la pretesa di invitarle alla via giusta (la pratica relgiosa), non prendendo in considerazione le sorelle praticanti. Quindi, Shaikh, qual è il vostro consiglio riguardo a questo? Che Allah vi ricompensi. 

La risposta:

Ogni lode spetta ad Allah, il Signore dei mondi. Che la pace e le benedizioni siano su colui che Allah ha mandato come misericordia per i mondi, sulla sua Famiglia, i suoi Compagni e i suoi Fratelli fino al Giorno della Resurrezione.

Il mio consiglio al marito Sunni è di scegliere una donna che gli dia gioia in questa vita terrena così come nell’Aldilà. In altre parole, egli dovrebbe scegliere una moglie pia che preservi la sua religione, sia in parole che in azioni, che si attenga ai suoi valori e alla sua moralità, che si assicuri dei diritti del marito e si prenda cura dei suoi figli. Queste sono le qualità della virtù, gentilezza e modestia che l’islam promuove.
Quanto a colui che sposa una donna che non possiede queste qualità ed è affascinato dalla sua bellezza, rango sociale e filiazione; vi è il timore che questa seduzione sia la causa della deriva (religiosa) del marito e dei figli. Infatti è molto difficile cambiare il comportamento di una donna che ha il cuore legato alle apparenze e agli ornamenti di questa vita, così come nel detto: “Così come sei stato cresciuto, così sarai da adulto”, e “Manteniamo sempre i comportamenti e le abitudini con le quali siamo cresciuti”.
Inoltre, vi è il timore che egli sia attratto dal suo carattere e possa cadere in tentazioni e di conseguenza si possa allontanare dai precetti della vita islamica, basati sull’amore e l’obbedienza di Allah عزَّ وجلَّ; in seguito, egli si pentirà di ciò che lo ha affascinato. Quindi, “Scegliete una donna pia, affinché possiate prosperare.” (1).

La conoscenza perfetta appartiene ad Allah عزّ وجلّ. La nostra ultima preghiera e le lodi sono per Allah, il Signore dei mondi. Che la pace e le benedizioni siano sul nostro Profeta, la sua Famiglia, i suoi Compagni e Fratelli fino al Giorno della Resurrezione.

Shaikh Muhammad ‘Ali Ferkous

Algeri, 7 Jumada al-Ula, 1427 H
Corrispondente al: 3 Giugno, 2006 G

(1) Riportato da Al-Bukhârî (5090), da Muslim (1/ 670) (n° 1466), da Abû Dâwûd (2047), da An-Naşâ’î (3230), da Ibn Mâjah (1858) e da Ahmad (9521), dal hadith di Abû Hurayra رضي الله عنه.

Traduzione a cura di alghurabaa.net
Pubblicazione autorizzata dall’amministrazione di www.ferkous.com

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