Shaikh Nasiruddin Al-Albani

L’uso del tasbih (o misbahah)

Ash-Shaikh Muhammad Nasir ud-Din Al-Albani ha detto in As-Silsilah Adh-Dha’ifah (1/110) con il suo controllo del hadith “I subhah (le piccole sfere usate per il dhikr) sono un ricordo così meraviglioso.” (un hadith fabbricato):

Poi, secondo me, il hadith, in riferimento al suo significato, è falso per i seguenti motivi:

Il primo: che i subhah (le sfere per il dhikr) sono un innovazione e non esistevano al tempo del Profeta (sallallahu ‘alayhi wa sallam) . Sono stati introdotti solo dopo di lui (sallallahu ‘alayhi wa sallam), quindi come avrebbe potuto incoraggiare i suoi Compagni a fare una cosa che non conoscevano nemmeno (cioè non erano a conoscenza dei subhah)? E per quanto riguarda la prova di quello che ho citato vi è Ibn Wadhdhah che ha riportato in “Al-Bida’ wan-Nahy ‘anha” (le innovazioni e la loro proibizione), con l’autorità di As-Salt bin Bahram che egli ha detto, “Ibn Mas’ud passò davanti a una donna che aveva un tasbih (stringa di sfere) con lei e che utilizzava per glorificare Allah, egli la prese (la stringa) la tagliò e gettò via. Poi passò da un uomo che stava glorificando Allah utilizzando ciottoli ed egli li mosse, calciandoli con il piede, poi disse: ‘In realtà siete tutti andati avanti (superando i Compagni), e vi siete impegnati erroneamente in innovazioni, ed avete superato i Compagni di Muhammad (sallallahu ‘alayhi wa sallam) nella conoscenza’ “. E la catena di narratori (di questa narrazione) è autentica (sahih) tornando ad As-Salt, ed egli è affidabile tra i seguaci dei successori (Taba’at-Tabi’in, terza generazione). (altro…)

I Compagni sul viso di una donna

Domanda #6: [continua una discussione riguardo la donna che copre il volto]

Shaikh alAlbani (rahimahullah) risponde:

Ibn Abbas e Ibn Umar, i primi tra i Compagni, spiegarono la ayah se non quello che appare [1] con l’essere il volto e le due mani. Ed essi (coloro i quali sostengono che una donna debba velare il suo volto) non hanno trovato un unica autentica narrazione dei Compagni con la quale possono sostenere la loro opinione, secondo la quale è obbligatorio coprire il viso di una donna.” [2] (altro…)

Shaikh Al-Albani su Sayyd Qutb e i Qutubi

In alcuni paesi arabi è emerso un gruppo che sostiene di essere tra i seguaci di Sayyid Qutb e che loro siano i veri Salafi, qual è la sua opinione?


Al-Albani:
La mia opinione è che il problema sia proprio lo stesso e la mia risposta è: “Se le affermazioni non sono supportate da prove allora coloro che le sostengono sono [solo] pretendenti”
Noi crediamo che Sayyid Qutb, che Allah abbia misericordia di lui, non fosse un Salafi nella sua metodologia, per la maggior parte della sua vita, ma verso la fine della sua vita in prigione divenne evidente in lui una forte inclinazione verso la metodologia Salafi.
Salafiyyah non è solo un affermazione, Salafiyyah richiede conoscenza dal Libro, la Sunnah autentica e le narrazioni dei Salafi. Sappiamo che queste persone e quelli simili a loro che sostengono che la loro chiamata sia basata sul Libro e la Sunnah non conoscono, in primo luogo, i principi di comprensione del Libro, principi che sono ben noti nel discorso di Ibn Taymiyyah nel suo libro sui principi della giurisprudenza islamica, e [noti anche da] le parole degli Imam dell’esegesi Coranica come Ibn Jarir, Ibn Kathir e altri come loro: che il Corano
va interpretato con il Corano e se questo non è possibile da trovare allora con gli ahadith e se non si può fare allora con le parole dei Compagni e oltre ad essi dai Pii Predecessori.
Così coloro che dichiarano [soltanto] Salafiyyah non vanno di pari passo con la loro esegesi del Corano su questo sentiero della conoscenza approvato dagli studiosi dei Musulmani.
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Tasfiya & Tarbiya – Shaikh Al-Albani [PDF]

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Fino a che punto un Musulmano può interessarsi alla politica?

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Se ciò che si intende per “politica” è la gestione dell’Ummah, allora la realtà è che la politica non è tra gli atti di un individuo del popolo dell’Ummah, ma piuttosto, è tra i doveri dello Stato Musulmano. Questo se l’obiettivo dietro la politica, come abbiamo detto prima, è l’amministrazione dell’Ummah e la gestione dei suoi interessi, al fine di rettificare ciò che (in essa) fa parte degli affari religiosi e mondani. Quindi, se questo è ciò che si intende per “politica”, allora è fard kifayah (un obbligo collettivo). Tuttavia, non è per coloro che non sono in controllo dello stato o della legge, né per coloro che non possono portare vantaggi né causare danni. (altro…)