Shaikh Ibn Taymiyyah

La lingua Araba non è la lingua del Paradiso – Shaikh Ibn Taymiyyah

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Shaikh-ul-Islam Ibn Taymiyyah:

1. Alcuni hanno detto che ad essa (la gente nel giorno del giudizio) sarà parlato in Arabo.

2. Altri hanno detto che la gente dell’Inferno parlerà la lingua persiana e che questa sia la lingua dell’Inferno.

3. Ed alcuni hanno detto che la gente del Paradiso parlerà in Arabo.

Per tutte queste dichiarazioni non vi è  nessuna prova ed Allah Subhana wa ta’ala ne sa di più, ed Egli è il Saggio.

Majmu’-l-Fatawa 4/301

Traduzione a cura di alghurabaa.net

Ibn Taymiyyah lo colpì così forte che le persone pensavano che sarebbe morto!

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[Mentre curava (con il permesso di Allah) una persona posseduta (da un jinn)]

Nella sua discussione sulla pratica di colpire una persona posseduta per curarla dalla possessione del jinn, Ibn al-Qayyim (che Allah abbia misericordia di lui) riferisce quanto segue:

… Egli (Ibn Taymiyyah) recitava spesso nelle orecchie di persone possedute [da jinn]: “Pensavate che vi avessimo creati per gioco e che non sareste stati ricondotti a Noi” (23: 115)

Mi disse che una volta recitò nell’orecchio di una persona posseduta e lo spirito (femmina) rispose: “Sì,” prolungando la sua pronuncia. (altro…)

Indossare il Niqab durante Hajj ed ‘Umrah

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Domanda 490. Qual è la sentenza sulla copertura del viso con un niqab durante Hajj, perché ho letto un Hadith il cui significato è che una donna in stato di Ihram non deve coprire il viso, né dovrebbe indossare guanti. E ho letto un’altra dichiarazione attribuita ad ‘Aishah, che Allah sia soddisfatto di lei, quando erano ad Hajj, in cui ha detto:” Quando gli uomini camminavano nelle nostre vicinanze, coprivamo i nostri volti e una volta che li avevamo sorpassati, scoprivamo i nostri volti”. Come possiamo conciliare queste due affermazioni? (altro…)

L’Aceto di Vino [PDF]

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L’Aceto di Vino

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Fonte: http://www.sezioneislamicaitaliana.com

 

Le Condizioni per Viaggiare

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Shaykh al-Albani (rahimahullah) chiarisce le condizioni che rendono una persona “viaggiatore” e cita una serie di esempi splendidi e molto importanti per sapere come determinare quando si dovrebbe accorciare la preghiera:

“La questione (di essere considerato un viaggiatore), secondo me, non dipende dall’attraversamento di una distanza fissa, ma da due cose, il fondamento delle quali è l’intenzione, e l’altro è lasciare la città/paese. Quindi, se c’è l’intenzione di viaggiare, ed egli lascia la città/paese, allora può applicare le sentenze riguardo il viaggio, dopodiché non ha bisogno di controllare la distanza che ha attraversato, che sia lunga o corta. Se poi, il principio fondamentale non è presente, cioè l’intenzione, allora questa (persona) che ha lasciato (la città/paese) non è un viaggiatore, anche se ha attraversato una distanza più o meno lunga, perché viaggiare è una delle regole che riguardano questo hadith, che alcuni studiosi dell’Islam hanno dichiarato sia un terzo dell’Islam: ‘Le azioni valgono solo secondo le (loro) intenzioni e ogni persona avrà solo ciò che intendeva.’ E la verità è che questo è un tema molto delicato sul quale gli studiosi hanno avuto differenze di opinioni e non sono stati d’accordo su qualcosa di completamente chiaro, così da poter dire: ‘Questa è la verità, è ovvio … ‘ Non si può dire questo, ma tutto quello che si può dire è: ‘Ho scelto così e così.’

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