La scienza religiosa che la donna deve apprendere

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Domanda: Qual è la scienza religiosa che la donna deve apprendere?

Risposta: È tenuta ad imparare il dogma a partire dal Corano e dalla Sunna, poi la preghiera e il modo in cui il Messaggero di Allah salla Allah alaihi wa sallam ha pregato. Se ha dei soldi, deve imparare quello che Allah le ha ordinato come elemosina legale (Zakât). Se il suo mestiere è il commercio, deve studiare le regole del mercato. Anche se esercita un qualsiasi altro mestiere, dovrà informarsi a proposito delle regole relative a questo mestiere. È quello che è spiegato nel ẖadith dell’Inviato di Allah salla Allah alaihi wa sallam: (altro…)

L’Islam, i suoi Pilastri e il suo Credo [PDF]

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L’ Islam, i suoi Pilastri e il suo Credo

Programma pratico per studenti di scienza islamica (premessa)

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[…] Questo è un programma che abbiamo reso accessibile per le persone per le quali l’acquisizione della scienza è uno dei principali obiettivi. Ho avuto grande cura affinchè risulti facile e graduale con la speranza di non causare stanchezza o noia e ponendo presso Allah l’assistenza e il successo. […]

Prima di trattare il programma, è opportuno sottolineare alcuni punti:

Primo: Ho diviso il programma in due parti.
Parte 1: Un programma quotidiano, è indispensabile che lo studente lo segua ogni giorno assiduamente.
Parte 2: Un programma settimanale che lo studente deve seguire in maniera continuativa, in funzione di quello che descriveremo, se Allah vuole. (altro…)

Le cose più sorprendenti – Ibn Al Qayyim

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Una delle cose più sorprendenti è:

– Che tu Lo conosca, ma senza amarLo.

– Che tu senta il richiamo del Suo Messaggero salla Allahu ‘ alayhi wa sallam e che tu tarda a rispondere.

– Che tu conosca il valore del guadagno che si ha commerciando con Lui, ma nonostante tutto commerci con altri che Lui. (altro…)

Circa la liceità o meno di festeggiare il compleanno

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Non vi è dubbio che Allāh, Gloria a Lui l’Altissimo, abbia legiferato per i musulmani due «`id» (feste), in cambio delle feste dell’epoca della «jāhiliyah» (ignoranza), che raggruppano il «dhikr» (ricordo di Dio) e la «şalāh» (preghiera) ed essi sono «`id al fiţr» e «`id al ađĥā». E ha legiferato altre feste che comprendono le tipologie di «dhikr» e degli atti di culto, come il Venerdì, il giorno di `Arafah e i cosiddetti «giorni di tashrīq» (i tre giorni del mese di «dhi al Ĥijjah» che vanno dall’undici al tredici) e non ha legiferato né il festeggiamento dei compleanni né la ricorrenza del compleanno del Profeta, che Dio lo elogi e lo preservi, né altre feste all’infuori di quelle ricordate. (altro…)