bidah

La storia del Sufi Sayyid Ahmad al-Rifa’i

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Esiste una storia molto famosa nel cerchio sufi che racconta di una volta in cui il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui), avrebbe esteso la sua mano dalla tomba. Questo fu narrato da un famoso leader sufi, Sayyid Ahmad al-Rifa’i , il quale sostiene di aver visitato la moschea del Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) a Medinah e fatto du’a sulla sua tomba, e il Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) gli avrebbe esteso la sua mano ed egli l’avrebbe baciata? Questa è una convinzione diffusa tra i seguaci della sua tariqah ed è una credenza alla quale essi tengono fermamente, sebbene sia vissuto nel 6 ° secolo DH. (altro…)

Circa la liceità o meno di festeggiare il compleanno

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Non vi è dubbio che Allāh, Gloria a Lui l’Altissimo, abbia legiferato per i musulmani due «`id» (feste), in cambio delle feste dell’epoca della «jāhiliyah» (ignoranza), che raggruppano il «dhikr» (ricordo di Dio) e la «şalāh» (preghiera) ed essi sono «`id al fiţr» e «`id al ađĥā». E ha legiferato altre feste che comprendono le tipologie di «dhikr» e degli atti di culto, come il Venerdì, il giorno di `Arafah e i cosiddetti «giorni di tashrīq» (i tre giorni del mese di «dhi al Ĥijjah» che vanno dall’undici al tredici) e non ha legiferato né il festeggiamento dei compleanni né la ricorrenza del compleanno del Profeta, che Dio lo elogi e lo preservi, né altre feste all’infuori di quelle ricordate. (altro…)

L’uso del tasbih (o misbahah)

Ash-Shaikh Muhammad Nasir ud-Din Al-Albani ha detto in As-Silsilah Adh-Dha’ifah (1/110) con il suo controllo del hadith “I subhah (le piccole sfere usate per il dhikr) sono un ricordo così meraviglioso.” (un hadith fabbricato):

Poi, secondo me, il hadith, in riferimento al suo significato, è falso per i seguenti motivi:

Il primo: che i subhah (le sfere per il dhikr) sono un innovazione e non esistevano al tempo del Profeta (sallallahu ‘alayhi wa sallam) . Sono stati introdotti solo dopo di lui (sallallahu ‘alayhi wa sallam), quindi come avrebbe potuto incoraggiare i suoi Compagni a fare una cosa che non conoscevano nemmeno (cioè non erano a conoscenza dei subhah)? E per quanto riguarda la prova di quello che ho citato vi è Ibn Wadhdhah che ha riportato in “Al-Bida’ wan-Nahy ‘anha” (le innovazioni e la loro proibizione), con l’autorità di As-Salt bin Bahram che egli ha detto, “Ibn Mas’ud passò davanti a una donna che aveva un tasbih (stringa di sfere) con lei e che utilizzava per glorificare Allah, egli la prese (la stringa) la tagliò e gettò via. Poi passò da un uomo che stava glorificando Allah utilizzando ciottoli ed egli li mosse, calciandoli con il piede, poi disse: ‘In realtà siete tutti andati avanti (superando i Compagni), e vi siete impegnati erroneamente in innovazioni, ed avete superato i Compagni di Muhammad (sallallahu ‘alayhi wa sallam) nella conoscenza’ “. E la catena di narratori (di questa narrazione) è autentica (sahih) tornando ad As-Salt, ed egli è affidabile tra i seguaci dei successori (Taba’at-Tabi’in, terza generazione). (altro…)

I nemici ostinati della Sunnah

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‘Umar b. Al-Khattab radhiAllahu ‘anhu – ha detto:

“In verità, i seguaci delle opinioni sono i nemici delle Sunan (gli insegnamenti del Messaggero di Allah, come tramandati negli ahadith): non erano in grado di preservarle e il loro significato fuggì ad essi, e quando veniva chiesto [erano poste domande], essi erano troppo imbarazzati per dire ‘non lo sappiamo ‘, così si opponevano alle Sunan con le loro opinioni.

Ibn Abi Zamanîn, Usul Al-Sunnah articolo 8; Al-Lâlakâî, Sharh Usul I’tiqâd Ahl al-Sunnah articolo 201

Traduzione a cura di alghurabaa.net

Dire “Sadaqa Allahul Adhim” è una Bid’ah (innovazione)

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Molte persone hanno l’abitudine di finire la recitazione del Corano con le parole “Sadaqa Allahul Adhim (Allah l’Onnipotente ha detto la verità),” ma questo non ha alcun fondamento in Islam perché il Profeta (sal-Allahu ‘alayhi wa sallam) non l’ha mai fatto, né è stata abitudine dei Sahabah (radiAllahu ‘anhum ajma’in), e nemmeno dei Tabi’in (la generazione dopo i Sahabah).

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