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Mi siedo con i Salaf

È stato riportato da Nu’aym bin Hammad:

‘Abdullah bin Al-Mubarak era spesso a casa, così gli fu chiesto, “non ti senti solo?”. Egli rispose, “come posso sentirmi solo quando sono con il Profeta صلى الله عليه وسلم (cioè leggo i suoi ahadith)?”

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Sii un re!

Una volta un uomo chiese un consiglio a Muhammad bin Wasi’ ed egli rispose: “Ti consiglio di essere un re in questo mondo e nell’aldilà”. L’uomo chiese: “Come?”. [Egli] rispose: “Perdi interesse per le cose della vita terrena (pratica zuhd)”.

Al-Dhahabi, Siyar A’lam Al-Nubala’ nella sua biografia di Muhammad bin Wasi’
Traduzione a cura di alghurabaa.net

Il timore dei Salaf dell’ipocrisia

Anche Abi Mulaykah era tra i grandi Tabi’in. Egli disse, “Ho incontrato trenta dei Compagni del Messaggero di Allah صلى الله عليه وسلم, tutti loro temevano l’ipocrisia [per se stessi].” [Cioè] di dichiarare qualcosa e non agire in base ad essa. Ed erano i Compagni del Messaggero di Allah صلى الله عليه وسلم.

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Il timore che le azioni non saranno accettate

Abbiate il timore che le vostre azioni non saranno accettate, perché Allah جل وعلا dice, “Invero, Allah accetta solo da parte di coloro che Lo temono (i muttaqin, coloro che hanno taqwa)”.

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Il più nobile Tabi’i durante la peste

Il più nobile Tabi’i, Masruq Ibn al-Ajda’ al-Wadi’i رحمه الله, rimaneva a casa durante la peste e diceva, “Giorni in cui tenersi occupati, allora adoro dedicarmi alla ‘ibadah (atti di adorazione)”; e poi si ritirava e si abbandonava ad essa (alla ‘ibadah). Sua moglie diceva, “Molte volte mi sedevo dietro di lui, piangendo, per quello che gli vedevo fare a se stesso… pregava finché i suoi piedi si gonfiavano”.

At-Tabaqat di Ibn Sa’d, vol. 6, pag. 81
Traduzione a cura di alghurabaa.net