
In questo anno 1441 Hijri [abbiamo avuto] incendi, tempeste, cavallette, malattie mortali, cicloni, varie calamità oltre che tortura, esilio e sangue che non smette [di scorrere], affinché tornassimo [ad Allah] e ci pentissimo.

In questo anno 1441 Hijri [abbiamo avuto] incendi, tempeste, cavallette, malattie mortali, cicloni, varie calamità oltre che tortura, esilio e sangue che non smette [di scorrere], affinché tornassimo [ad Allah] e ci pentissimo.
Sicuramente, Allah ha elogiato il Suo Khalil (Ibrahim) evocando il carattere sano del suo cuore.
Ha detto:

Ti accorgerai che qualcuno tra la gente della massa, per il suo credo (‘aqidah) e per la sua sincerità (ikhlas), può essere migliore di molti studenti di conoscenza che si preoccupano esclusivamente di pesare i pro e i contro nelle parole della gente, degli “hanno detto”, di chiedere “che ne pensi del tale?”, “che mi dici a proposito di questo libro?” oppure “[che mi dici] riguardo a ciò che il tale ha scritto”.
E’ questo comportamento che porta il servo alla perdizione e che allontana il suo cuore da Allah: il fatto che la sua sola preoccupazione si riassuma in “hanno detto”.
Kitab l-‘ilm
Shaikh l-‘Uthaymin رحمه الله
Traduzione a cura di alghurabaa.net

I segni del cuore (quello spirituale) che è in buono stato, appariranno al momento della preghiera. La preghiera è una prova giornaliera: come affronta una persona questa salah (preghiera), questa preghiera è un piacere per i suoi occhi, una consolazione per il suo cuore o una cosa veramente difficile?

Imam As-Sa’di رحمه الله ha detto: Essi [cioè i sapienti e gli insegnanti] sono i mediatori tra il Messaggero [sallal-laahu-alayhi-wasallam] e la sua Ummah, riguardo la propagazione della sua religione e il chiarimento della sua Shari’ah. Se non fosse stato per loro, la gente sarebbe stata come il bestiame. Sono loro che guidano la Ummah nelle questioni fondamentali e secondarie della loro religione. Essi li guidano alle regole sui diritti e i rapporti ai quali una persona deve adempiere, e allo stesso modo li riconducono alle questioni che riguardano gli atti di adorazione (‘ibadaat).